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I Grimaldi di Monaco. Una “dinasty” del Mediterraneo dalle origini a oggi.
La storia di Monaco – base militare del Comune di Genova nel Medioevo, poi Signoria, poi Principato – rappresenta qualche cosa di più della vicenda d’un piccolo Stato che si affaccia sul Mediterraneo; in Europa ne sopravvivono anche altri. Monaco, però, così come la dinastia genovese dei Grimaldi che da oltre sette secoli vi regna, rappresenta una realtà diversa. In ogni momento d’una complessa tormentata vicenda politica, diplomatica e militare, lo Stato monegasco e la famiglia Grimaldi rappresentano la quintessenza della cultura diffusa e dell’antropologia del Mediterraneo. Si ritrovano, grazie al mare che è la via d’uscita d’un territorio arido e scabro, tutti gli elementi che hanno caratterizzato la civiltà fenicio-cartaginese, greca e soprattutto genovese, altro stato marinaro, tutto sommato piccolo e arido, che in mille anni ha mostrato al mondo la fantasia economico-finanziaria, l’arte della navigazione, il genio delle scoperte. Genova e Monaco, fatte le debite differenze, si assomigliano molto. Siamo alla lettura del Mediterraneo di Fernand Braudel e di Roberto Lopez. In settecento anni, dal colpo di mano di “Malizia”, passando per Carlo I che esentò gli abitanti dello “scoglio” dal pagamento delle imposte, per i Grimaldi interlocutori dell’Europa di Carlo V e di Francesco I, da Madrid alla Corte di Versailles sino al colpo di genio del Casinò alla metà del XIX secolo, per finire ai momenti esaltanti e drammatici tra le due guerre, non si possono dimenticare il fascino, la grazia e il cuore di Grace Kelly e la saggezza riformatrice di Ranieri III. Ma anche oggi, i loro eredi sanno che è una storia che non finisce perché sono troppo profonde le sue radici.
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