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Diritto e AI: l’AI Act come omnibus regolatorio tra diritti fondamentali e mercato - Dimensione Informazione
La competizione moderna si vince, infatti, sulla capacità di prevenire crisi sistemiche. La valutazione dell’impatto sui diritti fondamentali, che spinge le imprese verso una gestione proattiva e resiliente del rischio, non limita l’azione imprenditoriale ma la qualifica: un’impresa che integra preventivamente la tutela dei diritti umani nel proprio design tecnologico è un’impresa che si mette al riparo da danni reputazionali e sanzioni paralizzanti, garantendosi una stabilità operativa che i mercati non regolamentati non possono offrire. Mentre i modelli globali oscillano tra deregolamentazione e controllo centralizzato, l’Europa offre dunque una terza via, non limitandosi a sancire diritti, ma proponendo un’arena di competitività simmetrica nella quale i medesimi obblighi di compliance sono imposti a qualsiasi operatore economico, senza distinzioni tra un gigante tecnologico extra UE e una start- up. La protezione dei diritti fondamentali diventa così il filtro di qualità che seleziona tecnologie virtuose ed espelle quelle predatorie, assicurando alle imprese una concorrenza leale basata sul merito tecnologico e sulla solidità giuridica.
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