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Pogacar riscrive la storia dell’Alpe d’Huez: il record passa anche dai watt
L'Alpe d'Huez ha un nuovo padrone. Tadej Pogacar ha fermato il cronometro a 35'26", stabilendo il nuovo record della salita simbolo del Tour de France. Il tempo abbassa il precedente riferimento e conferma il dominio dello sloveno in questa edizione della Grande Boucle.
Tuttavia, oggi un record non si misura soltanto con il cronometro. Sempre più spesso gli addetti ai lavori guardano ai dati di potenza, che permettono di capire quanto sia stata realmente eccezionale una prestazione.
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Il nuovo record dell'Alpe d'Huez
L'Alpe d'Huez è una delle salite più iconiche del ciclismo mondiale. I suoi 13,8 chilometri con una pendenza media superiore all'otto per cento rappresentano da sempre un banco di prova per gli scalatori.
Per questo motivo ogni nuovo record assume un valore particolare. Non racconta soltanto la vittoria di una tappa, ma fotografa l'evoluzione del ciclismo moderno. Biciclette, materiali, alimentazione e preparazione hanno cambiato profondamente il modo di affrontare una salita così impegnativa.
[caption id="attachment_133283" align="aligncenter" width="1000"] foto: ASO[/caption]
Quanti watt ha sviluppato Pogacar?
Subito dopo l'arrivo è iniziata la corsa alle stime della potenza espressa. I dati ufficiali del misuratore installato sulla bicicletta non sono stati diffusi dal team, ma le prime elaborazioni effettuate dagli analisti convergono su valori molto elevati.
La stima più accreditata colloca Pogacar tra 440 e 455 watt medi per l'intera ascesa. Considerando un peso di circa 66 chilogrammi, il rapporto sarebbe compreso tra 6,8 e 7 watt per chilogrammo mantenuti per oltre trentacinque minuti.
Sono numeri eccezionali. Per avere un termine di paragone, superare i 6,5 watt per chilogrammo per più di mezz'ora è già considerato un livello da vincitore di un grande Giro. Avvicinarsi ai sette watt per chilogrammo significa entrare in una fascia prestativa riservata a pochissimi atleti nella storia recente del ciclismo.
Naturalmente si tratta di valori stimati. Vento, temperatura, peso reale del corridore, bicicletta e condizioni della strada possono modificare il risultato finale di alcuni watt.
[caption id="attachment_133281" align="aligncenter" width="1100"] foto: ASO[/caption]
Perché oggi si sale più forte
I numeri, però, non raccontano tutto. Innanzitutto sono cambiate le biciclette, oggi più leggere, rigide ed efficienti. Inoltre gli pneumatici offrono una minore resistenza al rotolamento e l'aerodinamica consente di risparmiare energia anche in salita.
A questo si aggiungono una preparazione sempre più scientifica, strategie di alimentazione studiate nei dettagli e l'utilizzo costante del misuratore di potenza per gestire il ritmo. Di conseguenza, gli atleti riescono a mantenere valori elevati con una precisione impensabile fino a pochi anni fa.
Il confronto con Pantani resta aperto
Il nuovo record riporta inevitabilmente alla memoria Marco Pantani. Tuttavia il confronto tra epoche diverse va affrontato con prudenza.
Le modalità di rilevazione del tempo sono cambiate nel corso degli anni. Inoltre il materiale tecnico, gli pneumatici, le biciclette e perfino l'approccio tattico alle salite sono completamente diversi.
Per questo motivo il cronometro racconta solo una parte della storia. Oggi è altrettanto importante capire come quel tempo sia stato costruito e quale potenza sia stata necessaria per ottenerlo.
Una difficoltà in più: il pubblico
Fiutando la giornata storica tantissimi tifosi, ciclisti e non, si sono arrampicati sulla salita iconica del ciclismo, ma il pubblico, quando diventa folla, perde la disciplina facilmente col risultato di rendere complicato il passaggio dei corridori. Così dopo che le auto e le moto di inizio corsa hanno fatto largo la marea umana si richiudeva per avvolgere di calore i corridori. Col risultato che la strada risultava quasi sbarrata. Pogacar ha dovuto togliere le mani dal manubrio per chiedere spazio. Dietro Evenepoel si è trovato frenato dalle moto di organizzazione e fotografi che non riuscivano a passare.
Non che mancasse il pubblico alle imprese di Pantani, ma la folla di oggi, forse, aggiunge un merito in più alla maglia gialla.
I watt sono il linguaggio del ciclismo moderno
Negli ultimi anni la potenza è diventata il parametro di riferimento per leggere le grandi imprese. Se le stime saranno confermate, la salita di Pogacar entrerà non solo negli annali del Tour de France, ma anche tra le prestazioni fisiologiche più impressionanti mai viste su un'ascesa di oltre trentacinque minuti.
Il cronometro ha consegnato allo sloveno un nuovo record dell'Alpe d'Huez. I watt, invece, raccontano quanto quel record sia stato straordinario.
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