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Estintore, maschere antigas e i legami con Askatasuna: i due tedeschi restano in carcere

30/07/2026 · NewsArticle 🕐 🆕
Erano ormai diretti verso la Francia quando li hanno fermati. Poche ore prima, secondo l'accusa, avevano preso parte alla guerriglia scoppiata il 25 luglio attorno ai cantieri dell'alta velocità in Valle di Susa. Per Jonathan Jooss, 25 anni, e Salka Bura, 21, entrambi cittadini tedeschi, il gip di Torino ha convalidato l'arresto, disponendo la custodia cautelare in carcere. I due erano già noti agli investigatori. Nel 2025 erano stati identificati a Torino durante un'altra manifestazione. Questa volta, però, gli elementi raccolti dagli inquirenti sono stati ritenuti sufficienti per contestare la partecipazione agli scontri. Determinanti, secondo l'accusa, sono stati anche i filmati acquisiti dopo la guerriglia. Jooss sarebbe stato riconosciuto grazie a un particolare insolito: mentre gran parte degli antagonisti indossava abiti neri e il volto coperto per rendere più difficile l'identificazione, lui portava un paio di pantaloncini corti, dettaglio che avrebbe consentito agli investigatori di seguirne gli spostamenti nelle immagini. [articlepreview id="673082" link="https://www.torinocronaca.it/news/cronaca/673082/no-tav-nuovo-campeggio-di-lotta-in-valle-sabato-la-marcia-verso-i-cantieri.html"] Davanti al giudice entrambi hanno respinto ogni addebito. Hanno confermato di aver partecipato al campeggio No Tav dell'Alta Felicità, negando però qualsiasi coinvolgimento negli assalti ai cantieri. A pesare sul quadro indiziario, secondo la Procura, è stato anche quanto trovato nell'auto con cui viaggiavano. Durante il controllo i carabinieri hanno sequestrato sei maschere antigas, una fionda, un estintore e diversi paia di occhiali antifumo, materiale che, per gli investigatori, mal si concilierebbe con la semplice partecipazione al campeggio. Il fascicolo è del pm Paolo Scafi. L'inchiesta prosegue anche per chiarire il ruolo dei due cittadini tedeschi negli episodi più violenti della giornata, compreso l'incendio della camionetta della Guardia di Finanza, e per ricostruire la rete di rapporti tra gli antagonisti arrivati in Valle da diversi Paesi europei. Tra gli accertamenti in corso figurano anche i presunti contatti con "uno dei leader" del centro sociale Askatasuna, un aspetto che gli investigatori stanno ancora approfondendo.
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