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basilica regina degli apostoli
La solennità del Sacratissimo Cuore di Gesù, così importante per don Alberione, ci raggiunge anche quest’anno con la sua forza. Per lui, questa devozione non era solo un semplice atto di pietà, ma un nutrimento costante per la missione paolina. «Tutto è nato dal Tabernacolo» amava ripetere, ma potremmo anche dire: tutto ha avuto origine da quel Cuore trafitto, aperto al mondo, che ha acceso nel Fondatore la passione di portare Cristo a tutti attraverso i mezzi moderni. La spiritualità del Cuore di Gesù, per Alberione, rappresentava una sintesi viva del Maestro Via, Verità e Vita: un Cuore che insegna, ama e guida.
L’apostolo paolino è colui che “vive di Gesù Cristo e lo dà al mondo” – e il modo più profondo di vivere di Gesù è lasciarsi plasmare dal suo Cuore, proprio come ha fatto Paolo. Oggi, Papa Leone XIV, durante la Messa celebrata per la Solennità del Sacratissimo Cuore di Gesù, ha pronunciato parole che sembrano riprendere questa stessa visione: “Il Cuore di Cristo accoglie ciascuno di noi, trasformandoci a immagine del Buon Pastore. Siamo chiamati a essere sacerdoti di comunione, capaci di vicinanza, perdono e ascolto, soprattutto verso i giovani e i poveri.” E ha aggiunto l'invito: “a farci intimamente uniti a Gesù, seme di concordia in mezzo ai fratelli, caricandoci sulle spalle chi si è perduto, donando il perdono a chi ha sbagliato, andando a cercare chi si è allontanato o è rimasto escluso, curando chi soffre nel corpo e nello spirito, in un grande scambio d’amore che, nascendo dal fianco trafitto del Crocifisso, avvolge tutti gli uomini e riempie il mondo..” Queste parole sembrano davvero richiamare quelle pagine di don Alberione, dove sottolineava che il primo compito di un comunicatore paolino è vivere in comunione con Cristo, comunicare Cristo, e condividere con Lui sia le sofferenze che le gioie.
Mentre ci prepariamo a celebrare la festa di san Paolo, che è il vero padre e ispiratore della Famiglia Paolina, l'invito del Papa diventa ancora più pressante: tornare al Cuore di Gesù per vivere il cuore di Paolo. Non possiamo onorare l'apostolo delle genti senza abbracciare la sua sorgente interiore, quella passione ardente che lo portava a dire “mi sono fatto tutto a tutti”. Don Alberione ci ha insegnato a vederlo non solo come patrono, ma come un modello concreto di apostolo-comunicatore, un contemplativo in azione. Un apostolo che, nel Cuore di Cristo, trovava la forza per non fermarsi mai. In un'epoca segnata dalla solitudine, da parole urlate e comunicazioni frammentate, la spiritualità del Sacro Cuore ci ricorda che solo l'amore riparatore, tenero e forte, può trasformare la nostra vita in un Vangelo vissuto. È qui che la Famiglia Paolina scopre la sua missione e la sua unità: nel Cuore del Maestro, nello zelo di Paolo, nella fede di Alberione. Tutto il resto è solo una conseguenza.
don Roberto Pontisuperiore provinciale
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