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Tour de France: alla “Jayco” ecco le Giant con finitura superlight

18/07/2026 · Article 🕐 🆕 😊
Non è una novità che i corridori utilizzino telai in carbonio con finitura "naked", ovvero priva della vernice con livrea ufficiale della squadra. Succede così in modo da risparmiare peso. Quanto si guadagna? L'assenza di vernice (e dello strato superficiale lucido) consente di risparmiare dai 100 fino addirittura a 200 grammi, che possono diventare determinanti nei lunghi "tapponi" alpini dei grandi Giri; la differenza di peso varia in funzione della misura del telaio e delle sagome dello stesso. La novità che stiamo vedendo al Tour 2026, però, è che questo dettaglio comincia ad essere molto frequente anche nelle tappe non di alta montagna, come ad esempio poteva essere considerata la tredicesima tappa della Grande Boucle, la Dole-Belfort, di 205.5 chilometri e 2.400 metri di dislivello totale. [caption id="attachment_133057" align="aligncenter" width="1000"] Mauro Schmid vittorioso con la sua Giant con finitura "naked"[/caption] In questa occasione il vincitore Mauro Schmid ha infatti usato una Giant Propel priva della livrea viola/blu che contraddistingue le bici ufficiali del team australiano. Esattamente come Schmid ha fatto Michael Matthews, anche lui in sella a una Propel con una sobria (e leggerissima) finitura nera “naked”, dove la struttura in carbonio è rivestita solamente da uno "velo" di finitura opaca. E pensare che la Propel usata dalla "Jayco" è di per sé telaio molto leggero, 800 grammi, comprensivi del reggisella integrato. [caption id="attachment_133055" align="aligncenter" width="1000"] Ben O'Connor: alterna tappe in cui usa la Propel con livrea "ufficiale" ad altre come questa in cui usa la versione "naked"[/caption] la Propel è stata presentata da Giant la scorsa primavera 2026 e una delle migliorie rispetto alla precedente versione è proprio l'aver conservato l'indole di bici adatta a tutte le corse, con in più un peso molto più basso rispetto alla generazione precedente. Evidentemente questo a tanti corridori non basta: risparmiare un etto o più attraverso una colorazione speciale è uno dei tanti "marginal gain" che oggi ricercano i professionisti, a prescindere che si tratti di fare un "tappone" alpino o, come in questo caso, vincere dopo essere andati in fuga in una tappa di media difficoltà.
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