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«Federico era sempre pronto ad aiutare»
In via Aspesi, frazione di San Macario, sul muro esterno dell’ingresso della casa dove abita la famiglia di Federico Venco - il trentaseienne samaratese ucciso nella serata di sabato dopo aver aiutato una sconosciuta - c’è il manifesto funebre con cui la mamma Patrizia e i fratelli Benedetto, Francesco ed Elena ricordano il loro Federico che non c’è più. C’è un via vai di persone, parenti e amici, che condividono un dolore e una sofferenza impossibile da spiegare. Nessuno se la sente di parlare, di ricordare quello che per tutta la comunità è un ragazzo d’oro, una persona speciale, un eroe gentile nella sua straordinarietà, che ha pagato il prezzo più alto, la sua vita, per aiutare una donna sconosciuta. Persona speciale Nella giornata di domenica mamma Patrizia, con la forza straordinaria donatale da una incrollabile fede religiosa, aveva confidato a La Prealpina: «Sono serena perché il mio Federico era contento, era un Cuor contento e le cose belle non si potranno spezzare mai». Ieri pomeriggio in casa con lei c’era solo il figlio Benedetto. In questo momento il sentimento prevalente è quello del silenzioso dolore, di un raccoglimento intimo che viene vissuto da dentro senza altre esternazioni. Si è lasciato andare solo un attimo Benedetto. «Chiediamo rispetto per la perdita di una persona speciale e del nostro cuore». Ma è tutta la comunità di Samarate che si sente sconvolta e affranta per quanto accaduto. Ci sono dolore e sofferenza, incredulità e pensieri speciali per una famiglia forte e stimata e per un ragazzo a cui tutti volevano bene. Insomma, lo ha scritto in un post sui social l’assessore alla pubblica istruzione Cristiana Zocchi: «Non si può morire per un gesto di gentilezza». [articlepreview id="528878" link="https://www.prealpina.it/news/gallarate-malpensa/528878/federico-era-un-cuor-contento-il-ricordo-della-mamma.html"] Amava gli altri e la vita «Federico era una persona molto buona, era sempre pronto ad aiutare, lui c’era sempre». Lo ricorda così il sacerdote della parrocchia Purificazione di Maria Vergine, San Macario, don Antonio Giovannini. Conosce bene la famiglia sempre vicina alla chiesa e all’oratorio. «In passato è sempre stata una presenza costante e rassicurante per tutti noi». Anche l’amico di famiglia Luciano Pozzi ricorda il Federico giovane che poi è rimasto sempre un uomo perbene. «Federico parlava poco ma faceva tanto - ricorda - era nello stesso tempo esuberante e generoso e mai fuori dalle righe. Non aveva paura di affrontare la vita ma lo faceva essendo se stesso: uno spirito libero, generoso e sempre con la testa sulle spalle». Una indole quella dell’altruismo che nei primi ricordi commossi ha ripetuto anche la cugina Emanuela. E che riecheggia oggi nelle tante persone che lo hanno conosciuto. «Appena vedeva qualcuno in difficoltà lui c’era, lui tendeva la mano, lui non si voltava mai dall’altra parte». E ci sono anche quelle poche ma sentite parole di chi aveva conosciuto Federico quando era ragazzo. Come la sua professoressa: «Sei stato alunno esemplare, coraggioso e volenteroso. Ti porterò per sempre nei miei ricordi». Perché Federico nella sua magnifica normalità non si può dimenticare. [articlepreview id="529414" link="https://www.prealpina.it/news/gallarate-malpensa/529414/a-samarate-lutto-cittadino-nel-giorno-dei-funerali-di-federico.html"]
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