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Cadavere trovato col cranio sfondato, si indaga per omicidio
I suoi vicini si erano insospettiti perché da qualche settimana la posta non veniva più ritirata dalla buca delle lettere. Michele Rroku lo faceva sempre, e il fatto che non andasse più a prendere la corrispondenza per portarla in casa era una stranezza. Ma soprattutto, da un paio di giorni quello che usciva dall’alloggio Atc di via Verolengo 185 era un fetore terribile. E ieri mattina, i vicini hanno dato l’allarme. Sul posto sono arrivati vigili, pompieri e carabinieri. Una volta nella casa, il cadavere di Michele Rroku è stato trovato in avanzato stato di decomposizione. Soprattutto, con la testa fracassata, probabilmente da un oggetto contundente, forse un martello. E ora indagano anche per omicidio i carabinieri del Nucleo investigativo di Torino, coordinati in procura dalla sostituta procuratrice Lea Lamonaca. Michele Rroku, di nazionalità albanese, in quell’appartamento popolare dal 2021, potrebbe infatti essere stato assassinato. Decisivi, saranno ovviamente gli accertamenti e gli esami medico-legali. Delitto oppure dramma della solitudine. Sono le due piste alle quali stanno lavorando gli investigatori per risolvere quello che, al momento, è un mistero. Michele Rroku viveva al civico 185 di via Verolengo, all’interno 6, da cinque anni. Non lavorava ed era un soggetto fragile. «Prendeva psicofarmaci ed era seguito dai servizi sociali. Lo vedevo due o tre volte al giorno, ma da settimane non si faceva più vivo - raccontava ieri il vicino che ha allertato i soccorsi - e non ritirava più la posta. Così ho dato l’allarme. Mai avrei pensato che fosse morto dentro l’alloggio». [articlepreview id="661325" link="https://www.torinocronaca.it/news/cronaca/661325/torino-trovato-un-cadavere-in-un-palazzo-di-san-salvario.html"] L’uomo che ha allertato i soccorsi e le forze dell’ordine, però, non crede alla tesi dell’omicidio: «Non penso l’abbiano ammazzato, abito al piano di sotto e non ho mai sentito liti in casa. Forse - aggiunge - è caduto e ha sbattuto violentemente la testa». E’ un’ipotesi, quella del dramma della solitudine. I vicini, non vedendo più Michele, hanno provato a telefonargli, ma il suo cellulare risultava sempre spento. Per entrare nell’appartamento popolare di zona Lucento, visto che la porta era chiusa dall’interno, c’è stato bisogno dell’intervento dei vigili del fuoco. Visto l’avanzato stato di decomposizione del suo cadavere, l’uomo potrebbe essere deceduto da diversi giorni. L’appartamento, che si trova al secondo piano, è stato messo sotto sequestro. Ieri, ancora nel tardo pomeriggio dalla porta usciva un odore nauseabondo. Come detto, a insospettire gli investigatori è la profonda ferita sul cranio, che potrebbe essere stata provocata da un oggetto contundente. Nella scala ci sono delle telecamere, che però non potranno aiutare i carabinieri a risolvere il mistero. «Quegli apparecchi sono stati installati molti anni fa ma non funzionano, sono solamente un deterrente», raccontavano ieri gli inquilini di via Verolengo.
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